Marino Festuccia

VINCITORI PREMIO ADRENALINA 3.0

AREA 1 :

GOLD :

1°) A.Kurakina – L.Lottici- V.Iannotta a pari merito + menzione speciale e premiati A.Cortese – K.Milakovic

SILVER :

1°) T.Pensa 2°) M. Fahimi 3°) I.Simone 3°) J.Serreli

NUOVE PROPOSTE :

1°) S. Lovari 2°) G.Colangelo 3°) A. Morino 4°) M.R. Bertuccelli 5°) D. Di Pasquale

AREA 2:

GOLD :

1°) M.Gabbana

SILVER :

1°) Aidan 2°) S. Ekelund 2°) P.Torella 3° ) S. Poncia

NUOVE PROPOSTE :

1°) M.T.Caminiti 2°) G.Viganò 3°) l. Isaia 4°) D.Salis 5°) M. Mercaldo

AREA 3:

GOLD :

1°) G.Spernazza

SILVER :

3°) F. Di Carlo

NUOVE PROPOSTE :

1°) B.Borella 2°) Santaseveso

AREA 4:

SILVER :

1° ) D.Cecchini - A. Borrelli

PREMIO VOTI ONLINE SITO :

D. Bellofiore

PREMIO SCUOLE MARINO STUDENTI :

M. Barbarossa

Attestati di partecipazione a tutti gli artisti in concorso

invito


La presentazione ufficiale della 2°edizione del PREMIO INTERNAZIONALE ADRENALINA e il relativo special party dal tema "IL MIO PARADISO" si è svolto il 2 agosto 2014 presso l'esclusivo EL HOTEL PACHA di IBIZA . Vai alle foto >>

Titolo: Ecce Corpus

Tecnica: fotografia digitale manipolata in ambiente Adobe Photoshop

Dimensioni: 50×70 cm

Anno: 2013

Descrizione:

La patologia anoressico-bulimica non è fame di cibo. E’ fame di controllo e di autocontrollo, le ossa
che affiorano sotto la pelle raccontano di donne che vogliono rinunciare all’amore perché l’amore le
ha logorate, vogliono rinunciare ad esistere e quindi rinunciano a mangiare.
Si separano quindi dalla realtà e la ricostruiscono tutta all’interno del proprio corpo, dove si
vessano, si mortificano ed espiano il fatto di esistere. Loro sono, qui e ora, in funzione della propria
rinuncia al cibo.
In questo scatto il corpo consumato dalla malattia stride con l’anima vivissima celata sotto gli occhi
sbarrati di questa donna che ha smarrito il controllo di sé mentre lo stava anelando. E’ una donna
che cerca di rendere visibile il proprio dolore interiore rendendo paradossalmente invisibile il suo
corpo, a rischio della vita.
Il gesto dell’abbraccio come unico scudo a protezione di un’anima che splende nonostante un corpo
ormai corroso dalle vicissitudini psicofisiche che ne fanno il manifesto della paura di vivere, del
rincorrere una perfezione che non esiste, spettro che mantiene l’unica scintilla vitale in quegli occhi,
insieme inquietanti e vivi, che mai come questa volta sono specchio dell’anima. Il corpo viene
nascosto quasi a dire che non ha più importanza, che l’essenza è altrove.
L’aureola la rende santa, non per parallelismo storico o per virtù o ancora per miracoli, ma perché il
santo è letteralmente il morto eccezionale, cioè colui che muore per un’eccezione, in una
dimensione a lato rispetto a quella della morte delle donne e degli uomini comuni.
Con il proprio corpo ed il proprio martirio essa è un monito al non-esempio.
Questa serie nasce dall’incontro con il lavoro di Giovanna Lacedra, artista che da tempo si occupa
del tema dei disturbi alimentari con la performance e mostra-confessional “Io sottraggo”, dai cui
disegni traggo ispirazione per questa indagine sul corpo femminile che diventa emblema del rifiuto
di questa stessa femminilità.

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