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CENERI

CENERINora Lux, Nelle mie immagini (autoscatti) il tempo sembra sospeso nell' istante indefinito della percezione-impressione-registrazione-interpretazione visiva di quanto accade...
c' è un silenzio inconfondibile che accompagna le immagini ,un silenzio che permea-pervade-filtra attraverso gli spazi ricreati dall'occhio-obiettivo-diaframma autonomo della mia macchina fotografica,
posta su un cavalletto, poco distante, a scrutare il visibile e l' invisibile, unico testimone dello psicodramma da me interpretato.
Tutto avviene nel silenzio…
C’è grigiore e desolazione in quest’opera, dove la terra è bruciata,
è morta, la memoria si confonde.
Non siamo ne vivi ne morti, ed ecco il corpo,steso,abbandonato , inerme ,sotto un albero morto che non ci da più riparo ne conforto.
La Pietra è arida,tutto è distrutto…
Cenere..
L’uomo è incapace di cogliere il senso della sua vita.
Tutto sta finendo o è gia finito?
Dove sono le radici che ci afferano?

Biografia artista

Fotografie con scatti analogici, nei quali catturo, in modo indelebile, l’emozione di un viaggio chiamato esistenza. Quasi tutta la mia produzione fotografica ruota intorno al corpo ,principalmente il mio . Uso la fotografia, come “strumento” per osservarmi nell’intimo,per “leggere” tra gli spazi astratti della mia anima… E’ la fotografia ,nella sua naturale dimensione,intesa come sintesi di un momento trascorso e non piu’ visibile,lo è come memoria ,ma anche come segmento di un vissuto su cui investire ,un veicolo efficace per effettuare riflessioni , seguire itinerari emotivi,dare prospettiva a punti di vista.

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Cosa ne pensano…

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  1. Laura menici said on dic 3, 2010

    Mi piace molto il tuo modo di fotografarti nel nostro mondo complimenti

  2. Laura Lucibello said on dic 4, 2010

    In modo molto forte e incisivo è una denuncia sociale dell’isolamento in cui si trova l’essere umano dei nostri giorni

  3. Dino Ignani said on dic 4, 2010

    Una fotografia che è un ossimoro: un corpo vivo nella desolazione di un bosco carbonizzato. La plasticità della figura umana in uno scenario di distruzione. Questa immagine mi ha ricordato il romanzo “La strada” di Cormac Mc Carthy.

  4. marco said on dic 4, 2010

    Brava , una fotografia curiosa e delicata ,anche un po’ misteriosa direi, intrigante l’associazione del corpo alla pietra in modo speculare, bhe! direi per quanto possa essere una fotografia tradizionale ,la considero evoluta grazie Nora ,ancora una volta mi hai coinvolto emozionalmente con la tua poetica fotografica grazie

  5. Maddalena Marinelli said on dic 5, 2010

    In quest’opera viene ricercato un contatto con qualcosa di rimosso con cui fare pace.E’ un riposo nella foresta, una cerimonia libera e romantica con la terra, un lasciarsi cullare con fiducia dalla natura per poi ritornare al mondo.

  6. sara said on dic 5, 2010

    la magia, l’intervento non esiste il tempo per la veritá e cosí sospessi si trovano il cielo e rinascere ancora una volta.. dalla terra del fuoco alla terra del cielo…

  7. Gianto said on dic 6, 2010

    E’ una specie di elogio del disadorno in chiave poetica.
    Ti potresti chiedere cosa è successo (incendio, tornado, esplosione atomica).
    Ma comunque qualcosa è rimasto.

  8. Stefano Assogna said on dic 6, 2010

    Eva, sveglia! Stavolta tocca a te denominare il Creato…

  9. Michele L said on dic 6, 2010

    Romantica ma cruda, tenera ma coraggiosa, vera ma surreale… sono le emozioni che ho provato vedendo questa immagine. Grazie!

  10. gabriella said on dic 6, 2010

    c’è senz’altro il senso di morte, ma come dice gianto, qualcosa di vivo è rimasto, l’ultima sopravvissuta, forse la fine…. o un nuovo inizio?

  11. Sergio said on dic 8, 2010

    Silenzio assordante. Ed Entusiasmante.

  12. Giovanni Papi said on dic 8, 2010

    “Oggetto trovato, oggetto carbonizzato, corpo accorpato, corpo abbandonato, corpo defraudato, forma accovacciata, segno colorato nei tranquilli grigiori della natura umida, taglio lacrimoso appeso all’orizzonte, divano bruciato dell’anima, pietra carbonizzata che profuma di terra falciata, eppure ti avevo detto di smettere di fumare quando usi i sali d’argento…”

  13. Mauro Tiberi said on dic 8, 2010

    Bella!

  14. Graziella Gangi said on dic 8, 2010

    Sarà che da buona siciliana sono abituata a vedere intere colline nere: ogni anno, dopo la mietitura del grano, i contadini bruciano le stoppie per ripulire e rendere fertile il terreno prima della semina autunnale……ogni morte è solo apparente, e ogni sonno ha un risveglio.

  15. Rosetta Messori said on dic 8, 2010

    dici : “La Pietra è arida,tutto è distrutto… ” a me sembra che la pietra risuoni, come in un’ immagine speculare ti è vicina e ti accompagna.
    BRAVA !

  16. Dissonanze 2010 said on dic 9, 2010

    …campi di girasole, luce acida di un alba di fine estate, le prime nebbie che tornano a silenziare tutto.
    Ci siamo appena svegliati oppure stiamo andando a dormire?

  17. Dan-Tudor Ionescu said on dic 9, 2010

    E bellissima la cattura dell’instante e l’erotismo delicato del corpo bello della giovane donna!
    Ottimi Auguri per il futuro,
    Tudor.

  18. Mauro Tiberi said on dic 9, 2010

    Nel precedente post , ho detto solamente bella!
    e in materia di arte contemporanea non mi sembra un’aggettivo da sottovalutare…
    Bella, perchè il contrasto fra ciò che è stato arso vivo dalle fiamme e il colore della carne viva, in un’esanime evocazione; mette in luce la poetica selvaggia e furiosa della violenza della natura.

  19. Tito said on dic 10, 2010

    La desolazione intorno é quella che ti avvolge dentro,l’esterno é solo lo specchio di tutto o quasi,qualcosa era nato…poi é bruciato ed arso nel tuo intimo;il tuo corpo é il fragile e potente strumento che introspettivamente percepisce,proietta ed esprime il tuo mondo,il mondo di fuori,anzi entrambi,a quale affidarci,confidarci,confortarci:questo é il dramma,il conflitto creativo…
    “ti adagi nuda,inerme su cio che tanto hai amato…cosa é rimasto,la spoglia conchiglia della tua anima”…

Dicci la tua…